4 anni fa è nata mia figlia Princess, un anno e mezzo dopo è arrivata anche la Miranda. Quando penso alla mia vita prima di loro mi vedo come una pallina impazzita in un flipper. Sbattevo a destra e a sinistra senza controllo manovrata dai pulsanti che premeva qualcun’altro. La gravidanza è arrivata in modo inaspettato, anche se nel 2019 non esistono gravidanze inaspettate la mia per me lo è stata. Mi ha travolto e stravolto. L’idea era quella che non avrei mai più avuto una vita, niente più libertà, niente viaggi,cene,bevute. Tutte cose che, a 23 anni suonati, mi sembravano fondamentali. Per questo penso sempre alla mia maternità come ad una benedizione. Come ad una grande lezione.
Citando il pastore pentecostale della chiesa che frequento con la mia famiglia mi verrebbe da dire: the best things doesn’t always come in a beautiful packages che tradotto letteralmente sarebbe: le cose migliori non sempre arrivano nelle confezioni migliori.
Poi la Princess è nata e con lei è nato un gigantesco senso di colpa. Mi davo la colpa di ogni capriccio,urlo o pianto. Non mi sentivo assolutamente all’altezza del ruolo di mamma. Non mi sentivo in grado di darle quello che si meritava. Il vero colpo di scena c’è stato con l’arrivo della piccola Mimmi che mi ha completamente travolto e demolito. Dalla sua nascita ho dovuto ricostruire alcune mia parti di mamma e mi sono trasformata, non mi sentivo più una mamma imbranata ma ero ufficialmente una super mamma,wonder mamma, STRA MAMMA. Mi sono sentita invincibile,potente,orgogliosa di me. Non avevo più il tempo materiale per farmi tutte quelle paranoie, l’istinto di sopravvivenza aveva presso il sopravvento.
La Princess è bellissima,alta,slanciata,riccia,ha due occhioni luminosi e la pelle del colore dei biscottini di Prosto, è un’osservatrice attenta, riflette molto ed è abbastanza timida. Lei ama tartassarmi di domande assurde poste nei momenti meno opportuni a cui io,tra l’altro, spesso non so rispondere e allora mi tocca documentarmi,leggere,chiedere per non fare brutta figura. Assomiglia molto a Empi,sia fisicamente che in molti aspetti del suo carattere ma da me ha preso una certa sensibilità e la creatività. La Miranda invece è la piccola di casa, tondetta,ricciolina,con un sorriso dolcissimo e la pelle color caramello è una vera dura,forte,indipendente,autonoma. Innamorata di sua sorella la imita in tutto. Ama gli animali di cui poi, però, ha stra paura. Alterna baci e sorrisini a sguardi intimidatori. Ci somigliamo perchè siamo socievoli e altruiste ma completamente diverse in molti altri aspetti. Lei del papà ha gli occhi che sono la sua arma per entrare nel cuore di chiunque la conosca.
Le mie figlie sono il collante della famiglia, ci hanno tenuti insieme quando io e mio marito avremmo solo voluto scappare il più lontano possibile l’uno dall’altro. Ci hanno costretto a mettere da parte il nostro ego smisurato, ci hanno aiutato a comprendere i nostri limiti, a comprendere i nostri errori e a non giudicare gli altri genitori e soprattutto i nostri. Ci hanno unito,ci hanno dato la forza di non mollare e ci hanno reso persone migliori.
Vorrei scrivere solo cose divertenti sulla mia vita da mamma e sulle mie pazze figlie ma poi ogni volta mi ritrovo con le lacrime agli occhi, commossa ed emozionata. Sono una mamma fortunata e lo penso ogni giorno quando dopo ore di urla,pianti,litigate,risate,canti,giochi insieme mi infilo nel lettone con loro e tra una pedata nella schiena, i ricci in faccia che mi fanno il solletico si addormentano e fanno dormire me cullata dal suono delle loro russate.
Sono 4 anni che siamo genitori, è un casino ma è un gran bel casino.


